La storia dell’arte

La storia dell’arte e la nascita di un graphic designer

Da che mondo e mondo, l’arte, ha sempre affascinato l’essere umano, differenziandolo dalla bestia, e rendendolo un libero e abile pensatore, libero da pregiudizi emotivi e autonomo nelle scelte stilistiche.
L’essere umano, in quanto tale, si lascia travolgere da quella che è la propria passione creativa, e non esiste uomo la cui fantasia non lo spinge a sognare, dando forma alla più elementare forma d’arte.
Ma è solo quando gli umani desideri vengono concretizzati che si da vita all’arte vera e propria, mettendo i propri sogni al servizio di tutti.
All’interno di questo articolo, abbiamo deciso di parlarvi di quella che è la nostra forma d’arte e della sua storia, andando minuziosamente a spulciare tra le righe della storia dell’arte, per parlavi di quelli che oggi vengono definiti gli artisti dell’epoca moderna, coloro i quali abbandonando pennelli e scalpelli hanno deciso di impugnare mouse e tavole grafiche per portare i propri sogni nell’era dell’informatica, la storia dell’arte parla della nascita di un graphic designer.

A tutti noi capita spesso di chiudere gli occhi e di immaginare ciò che vorremmo essere, vorremmo creare o vorremmo realizzare, già questa è arte, creatività, la più semplice creatura che l’essere umano possa concepire. Da tempo immemore, l’essere umano sogna e lo fa senza pudore, partorisce idee grazie al proprio istinto, si pensa che sia l’unica specie che artisticamente parlando sia in grado di realizzare ciò che la sua stessa creatività lo spinge a sognare, sarà forse l’anima?

La storia dell’arte è quella teoria, quella storia, che studia e che osserva la nascita e il progresso di tutte le varie espressioni artistiche, e lo fa attraverso un punto di vista filosofico ed oltremodo estetico e semiotico, per non parlare del concetto cognitivo che gira attorno a questi fattori. Le prime forme di storia dell’arte vengono descritte in maniera saggistica sui testi grechi e da quelli romani, tra cui quelli di Plinio il vecchio.

storia dell'arte

Questa disciplina teorica si occupa, prettamente, dei vari principi estetici che formano l’arte, della sua costituzione, dei stili usati, dai concetti, dalle forme e dal modo di comunicare che le opere d’arte hanno nei confronti di chi le osserva, quindi ciò che comunicano in maniera intrinseca o in maniera palesamente spudorata.

Nella sua ricercata veste la cultura artistica adotta criteri filosofici letterari così come nella psicologia evolutiva, evolvendosi in maniera critica in arte stessa.
Solo dopo la prima metà dell’800 l’interesse per gli studi psicologici e letterari ha comportato uno orientamento propenso alla comprensione del fenomeno artistico e da tutti coloro che ne trovano beneficio.

La storia dell’arte in Italia

La storia dell’arte in Italia fu tempestata da profonde influenze ancorate ai principi teorici come vale per la religione, infatti la cultura storico-artistica italiana è fortemente influenzata dall’arte sacra, nota in tutto il mondo per le sue maestose bellezze, come: affreschi, mosaici, sculture, lastricati, sculture architettoniche, tele legni, e varie opere d’arte sparse in tutto il mondo, date e donate alla nostra cultura grazie ai maestri indiscussi di fama internazionale, oggi appartenenti a una casta degna degli dei dell’olimpo.

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Tra le tante forme d’arte che si distinguono per la loro spiccata eccellenza, in Italia, vi sono anche l’arte del restauro, la fotografia, la musica, il canto, la poesia e tutta quella creatività artistica-letteraria che ci contraddistingue seppur dichiarata arte in senso lato.
Non staremo qui a parlarvi di tutti i pittori e di tutti gli scultori rinascimentali che hanno segnato la nostra cultura artistica, sarebbe una lista immensa, potremmo partire dal Buonarroti, per continuare con Erasmo Da Narni, per continuare con Piero Della Francesca e terminando con l’immenso Leonardo Da Vinci, ma che senso avrebbe nominarvi soltanto questi se là fuori esistono dei maestri indiscussi senza tempo?

Dalla storia dell’arte all’arte contemporanea di un graphic designer

Il passaggio dal pennello al personal computer

L’AIUTO DI UN ESPERTO IN GRAPHIC DESIGN È ESSENZIALE PER CREARE UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO ACCATTIVANTE BASATO SU UNA COMUNICAZIONE VISIVA COINVOLGENTE E DISTINGUIBILE, QUINDI EFFICACE.

Nella lingua italiana il significato del termine ‘grafica’ è spesso utilizzato come sinonimo dell’espressione graphic design, il quale indica quella professione che ha come obiettivo principale il comunicare un messaggio in maniera semplice ed efficace, tramite l’unione di testo e immagini e attraverso oggetti visivi da stampare, pubblicare e condividere sui media digitali.

Il graphic design si può applicare ai campi più svariati della comunicazione: i grafici pubblicitari creano e sviluppano l’identità delle società e delle aziende tramite immagini coordinate, logotipi, marchi commerciali, testi, ecc.; si occupano del packaging, cioè confezioni di prodotti di mercato e creano manifesti e cartelloni pubblicitari; altri grafici sono specializzati nel realizzare prodotti per l’editoria, come creazione, impaginazione e progettazione di libri, cataloghi, giornali, brochure, e molto altro.

Il lavoro del grafico ha inoltre contribuito a migliorare la presentazione di documentari, telegiornali, periodici, riviste specializzate e i libri di testo oggi si avvalgono del lavoro di questi professionisti per comunicare informazioni e attirare l’interesse del pubblico.
Infine con l’avvento di internet e con lo sviluppo di nuove tecnologie, i grafici e in particolare i web designer hanno acquisito sempre più valore grazie alla creazione grafica e tecnica dei siti web e alla realizzazione di interfacce interattive, rendendo così più semplice la navigazione online.

STORIA

ORIGINE DEL TERMINE

L’espressione inglese ‘graphic design’ (progettazione grafica) è stata usata per la prima volta nel 1922 da William Addison Dwiggins, nel saggio New Kind of Printing Calls for New Design, per descrivere le sue attività nella comunicazione stampata come illustrazione, lettering e il design del libro.

Il primo libro ad utilizzare questo termine fu Graphic Design di W.G. Raffe, pubblicato nel 1927, ma questa espressione venne utilizzata molto raramente fino al secondo dopoguerra, fino ad allora i graphic designers erano conosciuti come commercial artists.
Il significato di questa espressione fa riferimento a due concetti: uno si riferisce al risultato della progettazione orientata alla comunicazione pubblicitaria visiva, data dall’attuazione di una precisa strategia di marketing prima e creativa dopo e l’altro si riferisce invece al concetto di grafica d’arte, cioè quel settore orientato alla produzione in serie anche di opere artistiche.

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La storia dell’arte ci spiega che la progettazione grafica risale a molti secoli fa, a quando gli artigiani sumeri combinarono parole e immagini nei manoscritti papiri, quando si diffusero i miniatori medievali e quando gli stampatori progettarono i primi libri europei.
Mentre la nascita della professione di graphic designer la si può collocare verso la fine del XIX e l’inizio del XX secolo durante la seconda rivoluzione industriale in Europa, quando con l’aumento della produzione di merci, del lavoro in serie e della concorrenza, le fabbriche avevano sempre più bisogno di comunicare un messaggio per richiamare l’attenzione dei cittadini e invogliarli a comprare i prodotti.

Da allora iniziò ad imporsi il modello pubblicitario che conosciamo oggi e che coinvolge diverse persone, tra cui artisti e progettisti.

I primi “grafici pubblicitari” erano soprattutto artisti visivi ed esperti di più discipline (tipografia, illustrazione, calligrafia, fotografia, ecc.).
Fra questi, l’artista e scrittore inglese William Morris fu uno dei primi a disegnare motivi decorativi affinché altri artigiani e artisti li utilizzassero nelle loro opere; altri furono noti artisti della Belle Époque francese (come Toulouse-Lautrec e Jules Chéret), che crearono quelli che possono essere considerati i primi veri manifesti pubblicitari.

Gli esempi più noti sono le locandine disegnate per pubblicizzare il Moulin Rouge e le Folies Bergère, noti locali parigini dell’epoca. Infine, in Italia ricordiamo Dudovich, Seneca, Testa e il fondatore della corrente futurista Filippo Tommaso Marinetti, che cominciò a usare i caratteri tipografici come elemento grafico. A partire dal lavoro di questi artisti, nel XX secolo iniziò a svilupparsi il mestiere di progettista grafico, inteso non più come un semplice artista ma come una vera e propria figura professionale riconosciuta in tutto il mondo.

IL XX SECOLO

Nei primi decenni del XX secolo, in Germania venne istituita la scuola di arte e architettura Staatliches Bauhaus, che diede vita alla disciplina del design intesa come unione di tecnica e arte. Venne istituito il Vorkurs, “corso preliminare” svolto da Johannes Itten, che ha fondato il moderno corso di basic design, diventato in seguito corso fondamentale e impiegato in tutte le scuole di architettura e di design del mondo.
Il Vorkurs era obbligatorio per tutti gli studenti che si iscrivevano alla Bauhaus e comprende lo studio di diverse discipline che forniscono le basi per sviluppare il loro processo creativo, per esempio metodologia, semiotica, ergonomia e tante altre.
Tra i maggiori teorici del basic design vi sono state varie figure di rilievo come Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Johannes Itten, Bruno Munari, Giovanni Pintori e molti altri.

QUALIFICHE E STRUMENTI

Per potersi qualificare come graphic designer professionale è necessario avere competenze sul progresso della tecnologia e possedere conoscenze adeguate legate sia al campo della comunicazione (conoscenze di comunicazione visiva e sistemi percettivi) sia all’ambito tecnico e culturale.
I graphic designer per trovare le soluzioni visive più efficaci e per centrare il target di riferimento devono essere di spirito critico e creativo, conoscere le norme sociali e culturali del pubblico a cui il prodotto/servizio è destinato, ed avere a disposizione diversi strumenti: tecniche del disegno e della rappresentazione grafica, tecniche della grafica (sia quelle tradizionali e contemporanee sia quelle legate alla grafica computerizzata e di modellazione digitale), teorie del colore e del suo utilizzo, i materiali e le tecniche della stampa, ecc. Intorno alla metà del 1980, la diffusione della tecnologia e il conseguente avvento delle applicazioni di arte grafica e di impaginazione elettronica diedero via ad una generazione di grafici in grado di creare, tramite il computer, elementi visivi che precedentemente erano stati prodotti a mano.
Infatti oggi i computer sono diventati indispensabili nell’industria del graphic design e sono talora considerati più efficaci dei metodi tradizionali.

OCCUPAZIONI

I graphic designer sono professionisti che operano in diverse discipline della comunicazione, proponendo spesso competenze nel campo della fotografia, della tipografia o del web design. Pertanto possono lavorare in vari ambienti: nelle agenzie pubblicitarie, negli uffici di grafica delle redazioni di giornali o riviste, oppure come freelance, collaborando con agenzie, aziende o committenti individuali.

Il lavoro del graphic designer prevede specializzazioni in vari settori: illustratore, cioè “graphic designer” abile nel realizzare immagini o illustrazioni che rappresentino concetti/storie utili per libri, riviste ed altre pubblicazioni, per prodotti commerciali come prodotti di cancelleria, cartoline d’auguri, packaging, visual pubblicitari, create attraverso diversi mezzi, dal disegno a matita alla pittura, dalla tavola grafica al computer; progettista di marchi e logotipi, colui che ha il ruolo di creare un’immagine che possa rendere riconoscibile e distinguibile un prodotto, un marchio o una società, attraverso la scelta di uno specifico carattere (lettering), di un colore adeguato e che renda il marchio leggibile e riproducibile su diversi supporti; grafico multimediale, figura che si occupa di progettare disegni, immagini, animazioni 3D e altro da inserire nelle pagine web, utilizzando software e applicazioni specifiche per realizzarli; web designer, si occupa di progettare le pagine web, tramite l’uso della grafica applicata al computer e della conoscenza della tecnologia web, occupandosi dello stile e dei contenuti contenuti, progettando gli strumenti di navigazione, la loro disposizione nella pagina e gli elementi visivi da presentare in maniera chiara; giornalista visivo, graphic designer che non scrivono articoli tramite la scrittura ma tramite le immagini (video, animazione, fotografie, ecc.); brand designer, sviluppatore della Brand Identity che si occupa di realizzare e curare quotidianamente l’identità visiva di una marca o di una società, attraverso la realizzazione di immagini coordinate che diano alla società/azienda/prodotto una coerenza visiva tramite l’utilizzo di un singolo marchio o logotipo, di un colore che caratterizza il marchio, ecc; responsabile layout, responsabile dell’apparenza visiva complessiva di un prodotto/marchio/azienda che ha il compito di ordinare testo e immagini in maniera tale da riuscire a coinvolgere il pubblico, selezionando i colori e i font adatti ad ogni progetto, in modo da dare al prodotto la corretta forma visiva in base al messaggio che esso deve comunicare.
Questa figura si occupa spesso di brochure, manifesti, cartelloni pubblicitari, impaginazione di libri, riviste e giornali.

CONCLUSIONI

L’idea di fondo della grafica è quello di ricercare sempre nuove forme geometriche, grazie alla conoscenza delle strutture portanti e modulari delle figure geometriche fondamentali.
Attraverso la produzione di materiali sia cartacei sia digitali l’esperto in grafica pubblicitaria ti aiuterà a sviluppare e migliorare la comunicazione visiva di ciò che vuoi pubblicizzare, creando e sviluppando la progettazione grafica del logo, la realizzazione di manifesti, brochure, volantini, pieghevoli, cataloghi, depliant, biglietti da visita, roll up e grafica per eventi, la progettazione grafica di siti web e di immagini social, di banner, grafiche per Instagram, ideazione grafica del packaging e del packaging di prodotto, menù, stickers adesivi, espositori e molto altro.

Abbiamo unito passato, presente e futuro, raccontandovi dell’evoluzione artistica e concettuale con il quale l’arte visiva si è evoluta, trasportando quello che in passato è divenuto noto per aver concretizzato quelli che sono gli umani desideri e trasformandoli in una nuova forma di comunicazione, la comunicazione visiva.
La storia dell’arte, partendo da epoche remote c’ha parlato di come l’arte stessa abbia subito notevoli cambiamenti, pur mantenendo lo stesso principio di base.
La storia dell’arte va a sottolineare il normale percorso evolutivo che l’arte stessa ha subito diventando sempre più concreta e palesemente comunicativa, per via anche del fatto che al giorno d’oggi non vi è più motivo per nascondere i propri messaggi.

Saggio Storico a cura di
Carmelisa La Porta – Dott.ssa in Scienze della comunicazione d’impresa, pubblica e pubblicità
Social Media Manager “eXceed SRL”