Web 2.0

Documentati sul Web 2.0

Web 2.0

Il termine, apparso nel 2005, indica genericamente la seconda fase di sviluppo e diffusione di Internet, caratterizzata da un forte incremento dell’interazione tra sito e utente: maggiore partecipazione dei fruitori, che spesso diventano anche autori (blog, chat, forum, wiki); più efficiente condivisione delle informazioni, che possono essere più facilmente recuperate e scambiate con strumenti peer to peer o con sistemi di diffusione di contenuti multimediali come Youtube; affermazione dei social network.
Nuovi linguaggi di programmazione consentono un rapido e costante aggiornamento dei siti web anche per chi non possieda una preparazione tecnica specifica. Il fenomeno è ancora in fortissima evoluzione.
Fonte: Treccani

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Web 2.0 o Web Dinamico

Linguaggi di sviluppo

Il termine Web 2.0 è stato strettamente associato a Tim O’Reilly grazie alla Web 2.0 conference di O’Reilly Media alla fine del 2004.
Il termine 2.0 è mutuato direttamente dallo sviluppo software nel quale la notazione puntata indica l’indice di sviluppo e successiva distribuzione (release) di un particolare software.
In questo caso la locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni novanta, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione ipertestuale tra le pagine, l’uso delle e-mail e dei motori di ricerca.

Il web interattivo

In tale ambito per realizzare tale scenario interattivo e dinamico si fa frequentemente uso di applicazioni web quali applet, servlet, CMS (Magento, Joomla, WordPress, OpenCart e Drupal) ecc.., tramite opportuni programmi detti script, scritti in vari possibili linguaggi di scripting quali PHP, ASP, .NET, inseriti tipicamente all’interno della pagina web HTML e che, su particolare richiesta dell’utente, vengono attivati ed elaborati lato client tramite browser o lato server restituendo il contenuto dinamico sotto forma di codice HTML interpretato poi dal browser e visualizzato all’utente.
Tuttavia per ottimizzare le performance delle varie piattaforme, si ricorre ad una certa staticità dei contenuti dinamici.

Ad ogni azione corrisponde una reazione…

La pagina d’inizio del sito web di Wikipedia nel 2006.
Wikipedia è infatti un esempio di sito web dinamico.
Esempi tipici di applicazioni web dinamiche sono i siti di e-commerce che ovviamente devono interagire con l’utente ed adeguarsi alle sue scelte.
Molti siti web sono considerati “dinamici” dato che consentono all’utente di personalizzare l’impaginazione o le informazioni mostrate o aggiornare in maniera efficiente (dinamica appunto) i contenuti in modo da renderli più vicine alle richieste dell’utente o del programmatore web.

Dall’informazione all’azione

Un ulteriore esempio potrebbe essere il social commerce, l’evoluzione dell’E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.
Per le applicazioni Web 2.0, spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail usa largamente questa tecnica) o, in passato, Adobe Flex.
Il tutto è stato favorito da una maggiore connettività in termini di banda trasmissiva (dai 2 Mbit/s in ADSL anziché i 56 Kbit/s delle connessioni con modem dial-up).
Anche le comunità virtuali in Rete come ad esempio Blog e Forum, vengono considerate web dinamico, etc.

La fabbrica del sapere

Negli ultimi anni hanno avuto un’elevata diffusione i siti di tipo wiki. In questi siti l’utente non solo interagisce con il sito per decidere quali informazioni visualizzare, ma a sua volta l’utente può fornire informazioni e contenuti se lo desidera.
La stessa Wikipedia infatti è un sito web dinamico implementato attraverso un CMS scritto in PHP.

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Differenze con il Web statico o Web 1.0

Il Web 2.0 costituisce anzitutto un approccio filosofico alla rete che ne connota la dimensione sociale, della condivisione, dell’autorialità rispetto alla mera fruizione: sebbene dal punto di vista tecnologico molti strumenti della rete possano apparire invariati (come forum, chat e blog, che “preesistevano” già nel web 1.0) è proprio la modalità di utilizzo della rete ad aprire nuovi scenari fondati sulla compresenza nell’utente della possibilità di fruire e di creare/modificare i contenuti multimediali.

Sebbene potenzialmente in nuce nello stesso paradigma di rete, che si nutre del concetto di condivisione delle risorse, rappresenta la concretizzazione delle aspettative dei creatori del Web, che solo grazie all’evoluzione tecnologica oggi costituiscono una realtà accessibile.
La possibilità di accedere a servizi a basso costo in grado di consentire l’editing anche per l’utente poco evoluto, rappresenta un importante passo verso un’autentica interazione e condivisione in cui il ruolo dell’utente è centrale.

Nel descrivere le caratteristiche del Web 2.0 si procede spesso per confronto con il Web 1.0, indicando come nel passaggio di versione gli elementi fondamentali si siano evoluti o siano stati sostituiti da nuovi. Si tratta dunque di un modo di rappresentare il Web 2.0 divulgativo e non prettamente tecnico, ma piuttosto efficace per riconoscere l’evoluzione dei sistemi su Internet.

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L’evoluzione del web nel web 2.0

Sino a quest’istante abbiamo parlato di quella che sino ad oggi risulta la più grande innovazione tecnologica in ambito web, la sua reinterpretazione astratta e funzionale nel senso lato del termine, innovazione che ha reso l’internet un mezzo dinamico e fruibile a tutti, l’evoluzione di se stesso alla portata di tutti, onnipresente e onnifruibile, il web 2.0 per l’appunto, il web dell’interscambio, il web dell’interazione.

Web Possibility

Grazie all’avvento del web in ogni casa, di internet nelle case di tutti noi e lo stesso internet presente in ogni tasca il mondo delle possibilità si è nettamente evoluto, un circolo ridondante di conoscenze a preso il via, turbinando in una serie di mirabolanti evoluzioni pragmatiche, degne del miglior atleta olimpico, il web ci porta lontani, il web ci connette tra di noi, rendendoci sempre più parte di se stesso, questo fa sì che il nostro modo di pensare influenzi gli altri, le loro scelte, il loro modo di vivere le cose.
Ognuno di noi cerca risposte sul web, che al contempo di è sostituito a giudice materiale ed esecutore delle più disparate sentenze, il web consiglia e tu ne fai parte, tu sei il web ed in quanto tale il consiglio sei tu, tu che influenzi grazie al tuo punto di vista le scelte dei tuoi simili, quindi per cui, tu sei colui che influenza, e da qui il termine “influencer”.

Oltre al mondo del valutare, recensire ed influenzare esiste anche quel mondo legato alle opportunità offerta dal web 2.0 che ci permette e ti permette di guadagnare cultura e guadagnare dal punto di vista economico grazie alle potenzialità offerte dal web e grazie alle possibilità offerte dai moderni social network (tra cui Instagram e Facebook).
Parlando dal punto di vista culturale i guadagni che puoi ottenere possono essere infinitesimali, giusto per menzionartene qualcuno, potremmo parlarti dell’odierno modo di fare scuola in DAD (didattica a distanza), un mezzo didattico che durante questo lungo periodo di pandemia ci continua a dare la possibilità di poter seguire le lezioni comodamente da casa in tutta sicurezza, la stessa cosa accade con lo smart working, mezzo con il quale ci permette di continuare a produrre e a lavorare presso le varie aziende senza la necessità fisica di recarci in esse, per non parlare della cultura che possiamo acquisire visitando i vari siti d’informazione.

Oltre a questi che possiamo reputare mezzi ormai canonici, non possiamo far a meno di citare quelle strategie che ci permettono di acquisire monete virtuali, come le criptovalute, la cui opportunità ci danno per certo una fonte di guadagno, in tal senso possiamo citare il mining, che grazie all’ausilio del nostro stesso comparto hardware offerto in beneficio altrui possiamo ricavarne un profitto, di questo argomento ne parliamo approfonditamente nel nostro articolo che tratta le criptovalute, articolo molto collegato ed attinente al web 2.0, infatti il web 2.0 ha dato vita ad una serie di comodità e possibilità, dove per comodità non possiamo non citare l’internet of things.

L’arte applicata al web

Tra i tanti settori lavorativi che si sono evoluti grazie all’avvento del web 2.0 e del suo modo infinitesimale di attrarre nuovi utenti, si sono creati e spesso evoluti nuovi settori lavorativi, e con essi nuove possibilità, uno su tutti, capostipite dell’evoluzione visiva e della sua relativa comunicazione nell’immagine del visual design vi è sicuramente quella che ha trasformato l’immagine del grafico pubblicitario o del graphic designer (in italiano meglio noto come “grafico”), nell’arcaica nonchè mitologica, astratta ma ben consolidata figura del web designer.

Tale figura ruba arte a destra e a manca tra le varie figure professionali cercando di incastonare su di essa quella che si rileva essere la moderna storia dell’arte, evolvendo l’arte visiva nella moderna comunicazione informatica.
Il ruolo del web designer, all’interno della già ben amalgamata struttura interna di una web agency e dei suoi componenti che vanno a realizzare un sito web o e-commerce prende il posto di colui che ne detta: forme, colori, movimenti e tutto ciò che riguarda la comunicazione visiva semantica/semiotica e sia dal punto di vista semiotico dell’interfaccia grafica e dell’interfaccia web del portale stesso.
Un’altra figura che si piazza all’interno di questo macchinoso contegno artistico è sicuramente quello che viene definito lo psicologo dell’esperienza utente, ovvero UI/UX design che non solo prende in esame “ciò che è bello” ma presta la sua esperienza nel sincerarsi che non solo “ciò che è bello” sia bello, ma che sia anche funzionale e soprattutto comprensibile.

Marketing Influencer?

Dal termine “influencer”, che in italiano non è altro “influenzatore” scaturisce il modo concreto di vivere la vita di tutti i giorni.
Figure normali, ragazze e ragazzi di tutti i giorni, che grazie ai loro consigli fanno involontariamente (almeno così fu in passato) vincolano e veicolano la scelta dei loro simili, ragazzi che un tempo si trovavano a parlare al bar con un gruppo d’amici, ai quali vantavano le performance del proprio smartphone o la bellezza scintillante de loro nuovi occhiali da sole, ragazzi che grazie al loro parere e grazie alle potenzialità del web si sono evolute a vere e proprio figure di riferimento, tanto che il loro seguito li osserva dal basso e ascolta speranzoso i loro consigli, tant’è che oggi, possiamo affermare con assoluta certezza che sono le stesse aziende produttrici di un bene, che inviandolo a loro gli danno la possibilità di recensirlo, e quindi parlarne, e quindi influenzare l’acquisto di altri osservatori del web, e questo non è tutto, infatti, grazie all’evoluzione interattiva del web 2.0 il modo di acquistare è cambiato, ci sono gli e-commerce, quindi non solo l’influencer di turno ti dice cosa comprare, ti dice anche dove comprarlo… Pensate che oggi, molti influencer nemmeno recensiscono più il prodotto, gli basta inquadrarlo, gli basta indossarlo o toccarlo, che tu corri a comprarlo.

Infatti, per concludere, il Web 2.0 è proprio questo, internet che si mette a nostra disposizione e ci permette una completa ed autonoma interazione, con se stesso e con il mondo che ci e lo circonda, dallo scambio dati al più comune scambio di pareri, dove nasce il confronto e dove lo stesso si evolve in un mondo ampio d’informazioni fruibili a tutti, alla portata di tutti
Il web 2.0 oggi è un pò la realtà che ci circonda, ci semplifica e ci rende la vita migliore.

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Ma da qualche tempo a questa parte si vocifera di un’altra evoluzione, ancor più potente semantico ed intelligente, il web 3.0 e l’intelligenza artificiale, che sfrutta la conoscenza altrui per imparare, immagazzinare informazioni / immagazzinare sapere / immagazzinare intelligenza e sfruttarla per esser viva… ma di questo ne parleremo presto, anzi, prestissimo in un altro articolo, quindi stai in campana e non smettere di seguirci per scoprire nuove nozioni e nuove curiosità sul mondo che oggi circonda tutti noi.

Fonte: Wikipedia

Come sarebbe il mondo di oggi senza l’avvento del web 2.0?

Beh, sicuramente è una domanda più che lecita, infatti la comune curiosità che ci fa riflettere è proprio quella che ci porta indietro nel tempo, negli anni in cui il WWW (acronimo di World Wide Web) era semplicemente un insieme di testi, di file scritti e di immagini spesso fine a se stesse , quando i siti web venivano realizzati senza l’utilizzo dei fogli di stile in CSS (acronimo di cascading style sheets) e venivano realizzati con l’ausilio del solo linguaggio di markup (HTML, CSS, XML, XHTML, SVG) noto (o per lo meno, il più utilizzato all’epoca a tale scopo), ovvero HTML (acronimo di HyperText Markup Language) e quindi strutturati sfruttando il tag TAB e realizzando così i siti internet contenuti all’interno delle tabelle, anche se in realtà non è propriamente andata così, infatti, internet e il web in generale, hanno avuto dentro di se sempre un minimo di dinamicità, un minimo di funzioni interattive, infatti è nato proprio con questo scopo, con lo scopo di far comunicare due interlocutori per mezzo di posta elettronica (argomento che presto tratteremo in un altro articolo).
Ma a quell’epoca, è chiaro che il web non era certamente ciò che conosciamo oggi… era infatti un luogo assai diverso, ma fin da subito s’intuirono le sue possibilità… Infatti, il web si evolve, e lo fa in continuazione, lo fa continuamente, senza sosta, evolvendosi oggi nel WEB 2.0 ed imparando da noi è pronto, e presto lo sarà, in un ulteriore salto evolutivo, e noi non siamo che gli spettatori attivi di quest’evoluzione.

Tornando alla domanda cardine, come sarebbe il web se non si fosse evoluto ?

Direi che non è poi così difficile da immaginare, sarebbe un luogo vuoto, se pur pieno d’informazioni, ma non sarebbe certamente alla portata di tutti, se pur aperto a tutti, ma non sarebbe sicuramente ciò che oggi usiamo, sicuramente ci toccherebbe dire addio ai nostri sistemi IOT, dovremmo salutare i nostri amici social network , ci toccherà accendere la radio per ascoltare della buona musica e ci toccherà recarci in negozio per acquistare le nostre scarpe preferite, probabilmente conosceremo molto di meno il mondo che ci circonda, e le informazioni sarebbero meno reperibili, meno istantanee e il mondo girerebbe più lentamente.

Certo, per molti tutto questo sarebbe fantastico, ma concentriamoci bene… pensiamo affondo, ci renderemo subito contro che infondo il web 2.0 salva anche delle vite grazie alla chirurgia a distanza con pilotaggio remoto, tramite gli allarmi metereologici, tramite gli allarmi sismici, tramite gli allarmi antincendio, e soprattutto, dopo il periodo storico in cui ci troviamo ci rendiamo contro di quanto il web corra in nostro aiuto, d’altronde, durante questo periodo di pandemia si sta rivelando una manna dal cielo (a tal proposito ti invitiamo a meglio documentati all’interno del nostro articolo in cui trattiamo il web e il suo utilizzo durante il periodo di pandemia), pensiamo alla DAD (acronimo di didattica a distanza) , durante lo smart working, durante tutte le video conferenze e persino durante i social media che ci metto a portata di mano ogni genere d’informazione, bella o brutta che sia , e vero… spesso sono anche delle fake news (argomento che tratteremo presto ), ma non tutte, esistono fonti di divulgazione molto autorevoli.

Il Web 2.0 – nella statistica e nel mondo dei grandi numeri.

Partendo dal presupposto che il web 2.0 è un territorio ormai predominante all’interno di una realtà virtuale che ormai non ha alcuna differenza con la vita reale, diventando esso stesso realtà e sostituendosi ad essa come forma autoctona del nostro modo di viverla, infatti, noi di eXceed, non nutriamo dubbio alcuno sul fatto che ad oggi, la vita di ognuno di noi si svolga per la maggiore su quelle che nel tempo si sono evolute, da reti informatiche, a reti neurali, catapultandoci all’interno di mondi che hanno già da tempo sostituito il reale, e per tanto, non ci scandalizziamo affatto se parliamo di virtuale paradossandolo al reale, d’altronde più che un paradosso è quasi un sinonimo, dati i tempi che corrono.

Per non dilungarci ulteriormente, giusto per render l’idea di cosa sia e quanto sia invadente oggi il web 2.0, vi basti sapere che se utilizzate portali come : Google Maps, YouTube, Wikipedia, Facebook, Instagram e siti di questo tipo, persino il nostro sito web stesso, exceedsrl.com … siete già parte del web 2.0, state già navigando in esso, state inconsapevolmente facendo parte di questa filosofia capillare che vi permette di interagire con quello che state usando, per non parlare dell’internet delle cose… ma di quello ne parliamo ampliamente di un altro nostro articolo che vi invitiamo a visionare.
Data la forte espansione del web 2.0 e data anche la poca conoscenza che si ha di esso, abbiamo pensato di suddividere alcune tipologie di portali di riferimento (siti web, e-commerce, social media e browser game ) per categorie e definizioni, nutrendo buone speranze che voi possiate subito rendervi conto di quanto il web 2.0 sia in forte e continua espansione.

Categorie ed esempi di portali e piattaforme web 2.0 :

  • Video e image Sharing: YouTube, Vevo, Tik Tok, Instagram, Pinterest;
  • Sound e Music on demand: Musicloud, Spotify, Tidal, Deezer;
  • Video on demand: Netflix, Sky On Demand, Chili, TIM Vision, Facebook Watch, Mediaset Infinity;
  • Social Networking: Facebook, Twitter, LinkedIn, Tinder;
  • Social Game: Second life, Half Life, Word of Warcraft, Forge of Empire, League of Legends;
  • Live messenger: Facebook Messenger, Whatsapp, Telegram;
  • Cloud Conferencing: Zoom Meetings, Skype, Google Meet, Webex, Google Hangouts;
  • Virtual Assistant: Amazon Alexa, Google Home, Samsung Bixby, Microsoft Cortana, Apple HomePod;
  • Cloud Computing: Adobe Creative Cloud, Microsoft Azure, Google Drive;

Ovviamente, questi che leggete in alto, sono soltanto alcuni esempi, giusto per farvi alcuni esempi, ma in realtà il mondo del web 2.0 è molto più variegato di così, esistono un infinità di altri dispositivi, basti pensare che ormai, una qualsiasi azienda tecnologica ha il suo dispositivo Virtual Assistant (o assistente virtuale), ogni azienda ha un sito web ( più o meno innovativo) e ogni essere umano ha un profilo virtuale su qualche sito web strampalato… Lì fuori il mondo è pieno di internet 2.0 e di web 2.0, il mondo è pieno d’informazioni che camminano.

Parlando di statistica, andiamo a fare due calcoli su quanti siti web esistono oggi sul web, di seguito vedrete una lista con i vari siti web pubblicati a cavallo dal 1989 (anno di creazione del WWW e il 2018):
(stime approssimative)

  • 1989: 1 pagina web (Nasce il WWW o World Wide Web Project)
  • 1992: 10 pagine web
  • 1993: 130 pagine web
  • 1994: 2,738 siti web (Tra cui : Yahoo)
  • 1995: 23,500 siti web (tra cui : Altavista, Amazon)
  • 1996: 257,601 siti web
  • 1997: 1,117,255 siti web (tra cui: Netflix)
  • 1998: 2,410,067 siti web (tra cui: Google)
  • 1999: 3,177,453 siti web (tra cui: PayPal)
  • 2000: 17,087,182 siti web
  • 2001: 29,254,370 siti web (tra cui: Wikipedia)
  • 2002: 38,760,373 siti web
  • 2003: 40,912,332 siti web (tra cui WordPress, Linkedin)
  • 2004: 51,611,646 siti web (tra cui Facebook)
  • 2005: 64,780,617 siti web (tra cui Youtube , Reddit)
  • 2006: 85,507,314 siti web (tra cui Twttr oggi Twitter)
  • 2007: 121,892,559 siti web (tra cui Tumblr)
  • 2008: 172,338,726 siti web (tra cui Dropbox)
  • 2009: 238,027,855 siti web
  • 2010: 206,956,723 siti web (tra cui Pinterest, Instagram)
  • 2011: 346,004,403 siti web
  • 2012: 697,089,489 siti web
  • 2013: 672,985,183 siti web
  • 2014: 968,882,453 siti web
  • 2015: 863,105,652 siti web
  • 2016: 1,045,534,808 siti web
  • 2017: 1,766,926,408 siti web
  • 2018: 1,630,322,579 siti web

Il vintage del web 2.0

Il Web fa la storia e tutto ciò che entra a far parte della storia diventa vintage, per cui non passa mai di moda, e a tal proposito ci piace mostrarvi la nostra migliore raccolta di screenshot di Web Site all’atto della loro pubblicazione, buon divertimento!

Web 2.0 – Dalla macchina di Touring al computer quantistico

Come già spiegato in passato l’evoluzione dell’informatica e del web in generale ha portato con sé tante di quelle innovazioni da far perdere il conto, tant’è che se un’antica legge di Touring spiegava in che modo l’evoluzione dell’informatica portasse la stessa a una crescita esponenziale con il passare del tempo ci siamo sempre più resi conto che questa legge stava per essere infranta, sino ad infrangerla.

Per decenni l’aumento della potenza dei computer è andata pari passo con quella che viene definita nano miniaturizzazione dei transistor e della circuiteria elettronica in generale, questo fenomeno soprannominato empiricamente “la legge di Moore” ovvero, la densità dei transistor relativamente alla grandezza del microchip e quindi la sua relativa velocità di calcolo che raddoppia in media ogni anno e mezzo.

Questa miniaturizzazione dei componenti si è fermata alle porte di quella che in gergo viene definita meccanica quantistica rendendo ulteriormente impossibile la densità dei transistor e la sua relativa dimensione.
Grazie all’informatica teorica tale pratica è stata trasformata in quella che viene definita in gergo opportunità, alla perenne ricerca di hardware perennemente ed enormemente più performanti, introducendo nel campo dell’informatica quelli che da computer convenzionali si trasformano in essere computer quantistici.

Concetti base

Nella maggior parte dei modelli di computer classici, lo stesso, lavora per quella che in gergo viene definita informatica binaria dove al posto di convenzionali bit indicati in maniera standard tramite le cifre 0 e 1 che a secondo dell’interpretazione variano la base della loro posizione, un pò come dire: se un interruttore è alla sua posizione 0 lo stesso ritorna la risposta chiuso, se questo è in posizione 1 lo stesso ritorna in posizione aperta o viceversa.

Nel computer quantistico usando quelli che vengono chiamati Qubit, elementi d’informazione quantistica codificata in cui il bit o il numero binario viene interpretato da quelle che sono particelle o atomi andando ad aprire porte infinitesimali alla loro interpretazione, ad esempio una particella ha in sé due stadi che possono al suo interno codificare informazioni binarie, a sua volta le particelle subatomiche e le particelle atomiche possono coesistere in una sovrapposizione di stadi, andando ad ampliare così enormemente la possibilità d’informazione.
Ma vediamo come influisce un computer quantistico nel mondo del web.

Nel mondo del web, e soprattutto nel mondo del web 2.0 possiamo trovare quelle che sono le caratteristiche hardware dello stesso web 1.0 o web statico, quindi ci troviamo nello stesso dominio di lavoro oggi come in passato, sfruttando la stessa tecnologia, qualora decidessimo di effettuare un ulteriore passo in avanti abbiamo la necessità di adoperare strumenti informatici altamente performanti, che vanno ad infrangere tutte quelle che sono le teorie di Moore e le stesse teorie di Touring essendo il salto evolutivo così impressionante da non potersi basare sulle performance tecniche di quello che è oggi l’hardware più all’avanguardia, risalente, tecnicamente parlando, a tecnologie di circa 40 anni fa, oggi obsolete nonostante il salto evolutivo enorme rispetto a quello che un tempo era l’informatica degli albori.

Se volessimo effettuare un salto evolutivo passando dal web 2.0 al web 3.0 la cosa comporterebbe innumerevoli percorsi evolutivi, che coincidono in trasformare il web stesso in un database, cosa che faciliterebbe le molteplici operazioni che un tempo svolgevano i browser, inoltre bisognerebbe sfruttare al meglio quelle che oggi sono le tecnologie basata sull’intelligenza artificiale per poi mettere in piedi quello che viene definito web semantico oltre ad implementare una blockchain in maniera distribuita che supporti in ogni sua parte e in completezza quelli che sono i linguaggi di Touring.
Nonostante il web 3.0 possa sembrare un termine di recente apparizione bisogna sottolineare il fatto che il solo termine, “web 3.0” è apparso per la prima volta agli inizi del 2006 in un articolo critico verso il web 2.0 e ai suoi linguaggi basati su AJAX.

Con il termine web semantico, peraltro coniato dallo stesso creatore del World Wide Web e fondatore di W3C, Tim Berners-Lee si intende la trasformazione del WWW in un ambiente dove i file pubblicati in HTML siano associati ad informazioni metadati che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto ad essere interpretato all’elaborazione automatica dei motori di ricerca, introducendo all’interno di questo mondo quella che è l’interpretazione reale del contenuto stesso, ma parleremo del web semantico e della sua evoluzione in un altro articolo.