I linguaggi di Markup

I linguaggi di Markup o linguaggi a Marcatori

Con il termine “linguaggi di markup” ci si riferisce a tutta quella famiglia di linguaggi informatici che grazie all’ausilio e all’utilizzo di alcune regole vanno a descrivere l’impostazione e la forma di un testo, andando a strutturarlo in maniera rappresentativa o semantica coordinata.
Il termine “Markup” è stato relativamente preso in prestito dal mondo analogico e tipografico dove, grazie a delle annotazioni, si andava ad indicare l’esatto posizionamento dei vari elementi nell’ambiente di stampa, ed utilizzato nel mondo del web o nel mondo digitale in generale allo stesso scopo o in maniera simile ad esso, con la differenza, però, che se in ambito tipografico veniva letto ed interpretato da altri esseri umani (stampatori) che così potevano impostare la formattazione e il posizionamento, nel web viene interpretato dai browser per creare dei veri e propri layout, e dai vari software per gestire il posizionamento in qualsivoglia ambiente.


I differenti tipi di linguaggi di Markup

I linguaggi di markup sono molteplici, ognuno di questi ha il suo scopo e il suo corretto utilizzo pratico, ma tutti vengono inquadrati in queste due macro famiglie: i linguaggi di tipo procedurale e i linguaggi descrittivi.
Le differenze tra le due grandi famiglie di linguaggi di markup non sono tantissime, anzi, possiamo affermare che la differenza sia una sola, ma sostanziale, infatti, la differenza tra i due linguaggi sta proprio nel meccanismo di funzionamento utilizzato per rappresentare all’atto pratico il testo finito, composto, formattato e visualizzato, infatti, i linguaggi di tipo procedurale indicano grazie all’ausilio dei marcatori le procedure di trattamento del testo, aggiungendo le istruzioni che devono essere seguite per far si che il testo possa esser visualizzato come di giusto, nei linguaggi di tipo descrittivo, invece, la scelta per la rappresentazione finale viene lasciata sulle mani del software interprete che volta dopo volta leggerà i marcatori e lo riprodurrà.
Dati i presupposta sopra citati, viene semplice da intuire quanto i linguaggi che rientrano nella seconda macro famiglia siano maggiormente vantaggiosi, in quanto, possono concentrarsi soltanto sulla parte di lavoro di loro competenza, ovvero, la leggibilità del testo, lasciando l’incombenza delle problematiche legate alla fase di lettura e interpretazione al software interprete.


I linguaggi di Markup utilizzati sul web

Tra i molteplici linguaggi di markup tutt’ora esistenti, in questo articolo, cercheremo di trattare sommariamente i linguaggi relativi ed ampliamente utilizzati sul web, tema portante della nostra ricerca, vedremo parte delle loro strutture e dei loro funzionamenti, ma approfondiremo i vari linguaggi di markup web in un altro articolo, dove li tratteremo in maniera approfondita ed in solitaria.


Il Linguaggio di Markup HTML

HTML o HyperText Markup Language è forse il più noto e il più utilizzato tra i linguaggi a marcatori, infatti è il linguaggio con il quale oggi vengono scritti e sviluppati i siti web e tutti i vari portali e-commerce.
Tale linguaggio vide le sue origini agli inizi degli anni novanta del ventesimo secolo e venne e sviluppato da un ricercatore del CERN di Ginevra, in svizzera, tale Tim Berners lee, in concomitanza di quello che oggi è il più affidabile ed evoluto sistema dedicato al trasferimento di documenti nativi in tale formato (html) , il protocollo di tipo http (HyperText Transfer Protocol). All’interno di questo progetto, in seguito , naque anche il famoso client World Wide Web, meglio noto con l’acronimo di “WWW”.
Il linguaggio HTML nacque con lo scopo di formattare ed impaginare semplici testi e documenti ipertestuali già disponibili all’epoca del WEB 1.0 ed oggi, all’epoca del WEB 2.0, continua la sua mastodontica opera evolutiva, impiegato principalmente per il disaccoppiamento strutturale di una pagina web, di un sito web o di un portale e-commerce.


Il linguaggio Cascading Style Sheets o CSS

Il CSS o Cascading Style Sheets è un linguaggio informatico nato è usato per definire, grazie all’ausilio di quelle che in gergo vengono chiamate “Regole”, la formattazione dei documenti scritti in HTML, in Xhtml o in XML nel mondo della realizzazione dei siti web o nella realizzazione degli ecommerce.
Tale linguaggio venne introdotto nella sua prima versione intorno al 1996 dall’ente W3C per separare i contenuti delle pagine web dei loro contenuti, della formattazione testuale e per deciderne e strutturare il loro layout.

Esempi di HTML con e senza CSS

 

HTML Puro

HTML con CSS

Caratteristiche principali

Tra le caratteristiche principali dei linguaggi di markup c’è sicuramente quella che è la sua più grande peculiarità, ovvero, il fatto che lo stesso va a mescolarsi all’interno del testo stesso che deve formattare.
Come vediamo nell’esempio sovrastante , il linguaggio di markup HTML viene inserito all’interno del testo , recintato all’interno delle parentesi angolari , sono proprio questi i marcatori , in gergo TAG, che andranno a definire il contenuto del testo, la sua forma e il layout.
In questo caso, abbiamo due esempi di tag, uno di tipo semantico , il tag e un secondo tag detto tag di presentazione.
Questi vanno a formare e a formattare lo stesso testo, dandogli forma e struttura.


Conclusione

Tuttavia, va detto che questa non vuole essere una guida introduttiva al mondo della realizzazione di siti web e quindi non tratteremo in maniera approfondita i linguaggi di programmazione citati, ma preferiamo trattare l’argomento nello specifico in un altro articolo, dove oltre che del linguaggio HTML e del linguaggio CSS vi parleremo anche di quelle che sono le loro evoluzioni , dall’HTML 5 al CSS 3 e ai regolamenti grammaticali imposti da W3C il World Wide Web Consortium, oltre a parlarvi in maniera approfondita del WYSIWYG.